Giovanni Pintori

Giovanni Pintori nasce nel 1912 a Tresnuraghes, nella provincia di Oristano. Le sue doti nel disegno e nella grafica si riconoscono fin da giovane, tanto che a 18 anni gli consentono di vincere una borsa di studio bandita dal Consiglio dell’Economia di Nuoro che gli permette di entrare all’ISIA, l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza. Qui studia dal 1930 al 1936, anni in cui insegnano personaggi del calibro di Edoardo Persico, Giuseppe Pagano, Marcello Nizzoli.
Pintori si fa velocemente riconoscere rispetto agli altri studenti e nel 1934 viene chiamato da Pagano per collaborare alla Mostra dell’aeronautica a Milano.
L’incontro con la Olivetti avviene nel 1936, quando Giovanni Pintori a partecipare alla preparazione delle tavole del Piano Regolatore di Aosta, ideato dallo stesso Olivetti.
Ben presto le doti di Pintori si fanno nuovamente riconoscere e già nel 1937 lo portano a lavorare in quello che rimarrà il suo settore per tutta la durata della sua permanenza in Olivetti: l’Ufficio Tecnico della Pubblicità, diretto dapprima da Renato Zveteremich e poi da Leonardo Sinisgalli.
Il nome

Il suo nome è legato ad una serie lunghissima e decisamente fortunata di manifesti, pagine pubblicitarie, copertine, insegne esterne, stand. Tra i suoi lavori più conosciuti di questi anni si possono ricordare “La rosa nel calamaio”, disegnata insieme a Leonardo Sinisgalli e impiegata per la pubblicità delle macchine per scrivere Studio 42 e Studio 44; oppure i manifesti dedicati al calcolo e alle calcolatrici Olivetti, come “Il pallottoliere” o “I numeri”; o ancora, la copertina del famoso libro “Olivetti 1908-1958”.
Nel 1950 diventa direttore artistico dell’Ufficio Tecnico e ottiene il primo di una lunga serie di riconoscimenti: la Palma d’Oro della Federazione Italiana Pubblicità.
Gli anni 50

Gli anni ’50 rappresentano per Pintori sicuramente il periodo più ricco di soddisfazioni sotto il profilo professionale. E’ di questo periodo, infatti, tutta una serie di riconoscimenti che gli vengono conferiti e di mostre allestite per le sue opere. Nel 1952, ad esempio, il MoMA di New York organizza la mostra Olivetti Design in Industry; in quella occasione i lavori di Pintori ottengono un enorme successo. Dopodiché, le mostre cominciano a toccare tutte le città più importanti, come Londra, Parigi, Losanna, Venezia con la Biennale.
Nel 1953, Pintori entra a far parte dell’AGI (Alliance Graphique Internationale) che nel 1955, durante un’esposizione al Louvre di Parigi, dedica un’intera sala al suo lavoro svolto per la Olivetti. Lo stesso anno gli viene conferito il “Certificate of Excellence of Graphic Arts” dell’AIGA (l’associazione dei graphic designer statunitensi) e, l’anno dopo, ottiene la Medaglia d’Oro e il Diploma di Primo Premio di Linea Grafica e della Fiera di Milano. Il suo design e la sua comunicazione fanno il giro del mondo, comparendo anche su testate internazionali come Fortune, Graphic Design, Horizon.
Un altro merito che va attribuito a Pintori è costituito dai calendari d’arte dell’Olivetti, che vedono la luce proprio grazie ai suoi sforzi: è lui, infatti, che si occupa della scelta dei soggetti da presentare, che stabilisce i tagli delle illustrazioni e ne cura, in modo veramente perfetto, la riproduzione a colori.
Il periodo post Olivetti
Dopo aver ricevuto una vasta serie di premi e dopo aver allestito diverse mostre nei più grandi musei del mondo, Pintori decide di lasciare la Olivetti nel 1967 , dopo una collaborazione durata oltre trent’anni, e di dedicarsi alla libera professione.
In un primo tempo continua a lavorare sempre nel campo del graphic design e collabora a progetti di grandi aziende come Pirelli, Ambrosetti, Gabbianelli.
Nel 1981 inizia una collaborazione con la Merzario Lines, ditta di trasporti commerciali navali e aerei, per la quale realizza la grafica dei bilanci annuali e delle pagine pubblicitarie.
Nell’ultima fase della sua carriera, Pintori si distacca dal graphic design per dedicarsi completamente alla pittura, un’attività che aveva perseguito con passione fin da giovane e che ora gli consente di organizzare varie mostre, tra cui una personale presso la Fondazione Corrente di Milano.
Muore a Milano il 15 novembre del 1999.
Parere personale
La cosa che mi ha colpito di più di quest artista è che proviene dalla mia stessa Terra ovvero la Sardegna. Ha avuto uno straordinario successo non solo in campo statale ma anche mondiale. Un’altra cosa che ha attirato la mia attenzione è che le sue pubblicità sembrano vere e proprie opere d’arte con l utilizzo di colori vivaci e figure geometriche semplici.